Miracolo Eucaristico ad Ortona

1566 : ATTACCO TURCO AD ORTONA  E MIRACOLO EUCARISTICO

a cura di Mario Spina

Come abbiamo avuto modo di rilevare per l’attacco di Otranto, anche l’attacco turco ad Ortona è preceduto da eventi soprannaturali che preconizzano la futura incursione.  Il 13 Giugno del 1566 le Suore di Clausura dell’Ordine Benedettino del Convento annesso alla Chiesa di S. Caterina d’Alessandria (edificata in Ortona nel 1327 lungo l’attuale Via Garibaldi), erano riunite nell’Oratorio in una fervorosa preghiera dinanzi ad un dipinto che ritrae Gesù Crocifisso. Esse, in tal modo intendevano far sì che ad Ortona venissero  risparmiati i lutti e le distruzioni di un attacco turco che sentivano imminente. All’improvviso videro sgorgare del sangue vivo dal costato del Crocifisso  dipinto in un affresco . Il sangue venne raccolto in due ampolle ed ivi custodito, il tutto 48 giorni prima dell’attacco effettivo. Le monache in tal modo presagirono il volere divino e che l’attacco vi sarebbe stato. Il 31 Luglio ed  il 1 Agosto del 1566 i Turchi entrarono ad Ortona (completamente abbandonata dalla popolazione), il Convento, la Chiesa e l’Oratorio furono miracolosamente risparmiati dalle soldatesche. Essi diedero alle fiamme la chiesa di S. Tommaso, e tentarono di far saltare con la polvere da sparo, l’altare protetto da una cancellata, che custodiva le reliquie dell’Apostolo ed un’immagine della Vergine. Miracolosamente la cancellata rimase integra ed i Turchi non insisterono oltre. L’evento miracoloso realizzatosi presso  il Convento di S. Caterina è raffigurato anche in una tela della metà del XVII secolo. Le due ampolle nel 1570 vennero trasferite con il loro prezioso contenuto a Venezia ad opera  del frate confessore del monastero Padre Basilio dell’ordine Agostiniano, ove esse rimasero per molti secoli presso la Chiesa di San Simeone Profeta e poi presso la Diocesi di Venezia. La città di Ortona impetrò a lungo le autorità ecclesiali della città lagunare per riavere le ampolle , ma solo il 29 Giugno 1934 e grazie agli sforzi di Don Antonio Politi, una delle due ampolle tornò nel luogo del miracolo e, tuttora trovasi custodita in una nicchia di marmo all’interno dell’Oratorio del Crocifisso Miracoloso nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.  .

 All’interno della chiesa vi è oltre all’ampolla anche l’immagine sacra da cui sgorgò il sangue vivo  ed una tela del XVII secolo che raffigura il prodigioso evento. L’ampolla è esposta all’adorazione dei fedeli ogni secondo Venerdì del mese.

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