Musellaro e Valle d’Orta

Come arrivare:

  A25 uscita Casauria/Torre de’Passeri; proseguire per 6 km in

direzione Tocco da Casauria/Bolognano

Informazioni:

Ostello La Crus, tel. 085-8880012

Comune: Bolognano – Tel. 085/8880132;

Parco Nazionale della Majella Tel. 0871/80371;

Abruzzo Promozione Turismo Tel. 800/502520 (numero       verde);

Riserva Naturale Valle dell’Orfento-085922084

Notizie:

Il borgo di Musellaro è immerso in uno straordinario scenario naturale, alla destra del fiume Orta, con La Maiella sullo sfondo orientale ed il Morrone su quello occidentale. Per lungo tempo, come testimoniano le notizie contenute nel Chronicon Casauriense, l’intera area è stata sotto il dominio della vicina abbazia di S. Clemente a Casauria, cui si deve l’attuale connotazione del paese, anche se resti ancor oggi visibili conferiscono al abitato, origini ancora più antiche, essendo probabilmente stato un insediamento italico e longobardo. Nella parte vecchia di Musellaro sorge l’antico borgo fortificato di case-mura, il cui nucleo è costituito dal Palazzo Baronale, altrimenti detto Castello di Musellaro. L’attuale conformazione architettonica del palazzo contiene ancora elementi che riescono a suggerire un’origine non propriamente residenziale dell’edificio, che doveva, infatti, essere una torre. Il castello si presenta composto di tre corpi di fabbrica, con destinazioni d’uso diverse. Sul versante occidentale sorge il Palazzo Tabassi, di proprietà dell’omonima famiglia di Sulmona, il quale si imposta su una pianta rettangolare con un piano seminterrato e tre fuori terra. L’accesso al piano seminterrato è posto sul prospetto nord-occidentale, dove una cornice in pietra delinea il portale; le aperture dei tre piani decorano il resto del palazzo con persiane di legno intagliato, balconcini con ringhiere di ferro e cornici di pietra bianca. Degna di nota una meridiana, presente sul prospetto principale, che conserva sette mattonelle di ceramica dipinta ed un’iscrizione. Su piazza Crocifisso si affaccia il prospetto principale del corpo centrale dell’edificio, che oggi è destinato ad ostello. Sei ingressi, due dei quali tamponati, si succedono per tutta la lunghezza del prospetto, tutti decorati con conci di pietra in chiave; sul secondo di tali ingressi è perfettamente visibile un’archibugiera; il resto del prospetto è arricchito da finestre rettangolari con cornici in pietra sorrette da mensoline lavorate. Sul lato meridionale un’imponente scala conduce ad un loggiato sovrastante la Cappella del Crocifisso; da una parte si apre il portale più riccamente decorato, di stile rinascimentale con mensole ricurve, angeli che reggono uno stemma, rilievi sull’architrave ed ovoli intorno al triangolo dell’alto frontone; esso costituisce l’accesso alla Chiesa di Santa Maria del Balzo. La Cappella del Crocifisso custodisce un’antica reliquia (un antico crocifisso in legno miracoloso, donato nel Medioevo al Conte di Musellaro da un nobile di ritorno da una Crociata in Terra Santa. Il Crocifisso si rivelò essere miracoloso fonte di innumerevoli conversioni e guarigioni . La festa del Santissimo Crocifisso si celebra ogni anno dal 18 al 20 Settembre .La parte del castello il cui prospetto si affaccia su Piazza Crocifisso, dopo essere stata sottoposta a restauro, è divenuta la sede di un ostello, il quale oltre alla ricezione alberghiera, prevede l’organizzazione di escursioni nel Parco e laboratori ecologici.

CENNI STORICI:

Le più antiche memori storiche che interessano il paese di Musellaro sono tutte rinvenibili in un documento di straordinaria importanza per l’area casaurense, ma ancora di più per l’Italia Meridionale nei secoli X e XI: il CHRONICON CSAURENSE, scritto al 1182.

Esistono tutto oggi resti d’epoca romana, che danno al paese origine ancora più remote, quali il castello baronale, pavimentano a mosaico, rinvenuti in contrada Pinciara, colonne di pietra in contrada Nucicchia nonché le lapidi situate attualmente una sull’angolo delle mura del palazzo baronale in Piazza SS.Cristoforo e l’altra incastonata nella base della seconda colonna della chiesa parrocchiale di S.Maria del Balzo, eretta in un’ala del palazzo baronale nei primi anni 1200.

Nel 1145 abbiamo Boemondo Conte di Manopello di cui era feudatario il Barone di Musellaro. In quell’epoca il feudo contava 24 famiglie che pagavano il “focatico”, in altre parole la tassa che era dovuta al feudatario per ogni focolare domestico.

Nei primi anni del 1200 successero ai Baroni d Musellaro i fratelli Tuzio. Questi, pare, dopo una terribile pestilenza, avendo perso la signora Carotenuta – sorella o madre di loro – donarono parte del palazzo baronale per fare erigere una Chiesa con casa canonica nel centro del castello.

La chiesa fu dedicata a S.Maria del castello (poi del Balzo) con gli obblighi di quaranta messe l’anno per la defunta Carotenuta, oltre messa pro-popolo in tutti i dì festivi. Nell’anno 1219 il Vescovo Bartolomeo I consacrò la chiesa di S.Maria del castello di Musellaro, così come appare da scrittura in carta pergamena la quale si conserva negli archivi della Curia di Chieti.

Dopo il 1250 Napoleone Orsini, Conte di Musellaro, e vassallo di Loreto meditava di dare Musellaro al suo secondogenito, e nel 1400, pare che molti feudi della baronia di Musellaro furono acquistati da Ciro Tabassi.

Dopo oltre due secoli, nel 1659, l’intera tenuta di Musellaro, la nobile casa Tabassi di Sulmona, la quale continuò la baronia su Musellaro e Cantalupo sia con il discendente Panfilo Tabassi (nel 1729) sia con l’altro discendente Ciro Tabassi (nel 1742) così come si legge nel libro dei rilievi della Regia Camera della Sammaria.

A Musellaro, nel 1200 hanno inventato la lavorazione delle budella animali per la confezione di corde musicali, vanto, poi passato a Salle, centro abitato poco distante, dove l’attività continua tutto oggi.

LA VALLE DEL FIUME ORTA:

  Nella Provincia pescarese, tra le alte pareti della Maiella e del Morrone, tra Bolognano, Salle e S.Valentino, si trova una delle più belle vallate d’Abruzzo. Il Fiume Orta che da 1300 metri d’altezza, con un pendio del quattro per cento va a sboccare dopo 25 Km, al Fiume Pescara. Una vallata di grande interesse turistico, di traffici, di bellezze panoramiche, di stazioni climatiche. Dal 1989 è una riserva naturale regionale estesa su 378 ettari, oggi all’interno del Parco Nazionale della Majella. Sulle rive dell’Orta compaiono il salice bianco, salice nero, il frassino meridionale e la farina. Nelle zone più alte roverella e pino nero. Anche la fauna è del vivo interesse. E confermata la presenza di una piccola popolazione di lontra, sulle pareti rocciose nidifica il falco pellegrino e il larario.

Nella Valle dell’Orta si trovano numerose grotte, che dai tempi antichi erano usate come dimora dagli uomini che abitavano la Valle. Rivestono un notevole interesse storico per il ritrovamento di disegni rupestri o materiale dell’età neolitica ed altre meno note. Esse si trovano oggi a circa 50/60 metri più alte rispetto all’attuale livello del fiume, che forse nei tempi antichi le lambiva. Si trovano sia sul versante di San Valentino che su quello d Bolognano.

GROTTA DEI PICCIONI, si raggiungere da Bolognano, è stata utilizzata a lungo come luogo di culto di una comunità dei agricoltori del Neolitico. Per onorare la dea Madre, furono realizzati undici circoli di pietre al cui interno venivano deposte le offerte.

GROTTA SPERANZA o SALVEZZA detta anche DEI BRIGANTI: la grotta ha un ingresso molto angusto quasi una fessura nella roccia.Da questa fessura si accede ad un ambiente angusto lungo circa 8 metri, in fondo sul soffitto si apre un’altra fessura attraverso la quale si accede ad un ambiente a quota più alta, ed attraverso un percorso di circa 20 metri si arriva all’ambiente più ampio e spettacolare dove abbiamo trovato numerose scritte eseguite durante l’ultima guerra da chi andava a rifugiarsi in quel luogo per scampare ai bombardamenti o alla cattura da parte dei tedeschi. La scritta più curiosa diceva “qui giace Polce Maggiorino” (in realtà pare che questa persona fosse ancora ben viva). Abbiamo notato che parte del soffitto era crollato.

      GROTT CALLARELLI detta anche BUCO MALEDETTO In questa grotta i “callarelli” sono cinque buche perfettamente circolari scavate nella roccia, ubicate all’ingresso della stessa. Inoltre sulla parete di sinistra, rispetto all’ingresso, è impressa in negativo, una “mano destra”. Trattasi indubbiamente di una “impronta” umana preistorica. Da segnalare la presenza di una figura antropomorfa “a clessidra” presente nella parete

PERCORSO

Un interessante itinerario scende al ponte Luco, sul fondo delle gole, dal centro di Musellaro. Chi non vuole faticare può affacciarsi sulle gole dell’Orta dall’inizio del sentiero o dalla strada che tocca la chiesa della Madonna del Monte. Il ponte di Salle, poco distante, offre un impressionante panorama sulla gola ed è stato utilizzato per il bungee.

La così detta valle dei Luchi si è formata per l’azione erosiva del fiume Orta, che ha scavato la roccia e il terreno creando una sorta di spettacolare canyon. Il curioso nome potrebbe essere derivato dal termine latino lucus, il bosco sacro, attualmente, qui è ancora oggi ben percepibile quella sacralità naturale che affascinò gli antichi.  Continuando a scendere lungo la valle, si scoprono altre meraviglie naturali: le cosiddette Marmite, un vero e proprio canyon scavato nella roccia viva.

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