Opere di Nicodemo

SANTA MARIA DEL LAGO A MOSCUFO

Il monumento più importante di questo comune si trova appena fuori l’abitato ed è costituito dalla chiesa di Santa Maria del Lago.

Santa Maria del Lago (Lago da “lucus”, bosco), fu costruita nel XII secolo e divenne proprietà dei grandi monasteri benedettini, ma non le fu mai annessa un’abbazia, piuttosto un edificio per

l’ospitalità di monaci e pellegrini.

Preceduta da una grande rozza vasca monolitica in travertino posta sul prato la cui funzione originale è discussa: secondo alcuni si tratterebbe di una vasca battesimale, altri ritengono invece servisse ai fedeli per lavarsi le mani prima di entrare nel luogo sacro. Questo costume in ogni caso decadde e le vasche furono sostituite da piccoli recipienti portatili collocati su mensole o tavolette vicino all’ingresso, in cui i fedeli bagnavano la punta delle dita. Poco dopo si diffusero le acquasantiere.

La facciata, in laterizio, presenta un bel portale in pietra ornato da figure simboliche di gusto benedettino. L’interno è a tre navate divise da otto colonne e due pilastri in mattoni che sorreggono archi a tutto sesto.

Ma il vero gioiello di questa chiesa è il bellissimo ambone posto sul pilastro di sinistra e scolpito nel 1159 dal maestro Nicodemo, su commissione dell’Abate Rainaldo, come dimostrano la sua firma e la data incisequesto maestro, del quale non conosciamo alcunché se non le opere, aveva già esordito nel 1150 costruendo l’ambone di Santa Maria in Valle Porclaneta, presso Rosciolo, realizzato a quattro mani con Roberto. L’ambone, realizzato in stucco, è a base quadrata e poggia su quattro colonne dalle quali partono tre archi di cui uno trilobato. Ricchissimi ornamenti mostrano un’influenza del gusto arabo, i bassorilievi rappresentano scene simboliche e bibliche. Troviamo Giona ingoiato dalla balena e rigettato a terra sotto l’albero di ricino, Davide che affronta un orso e un leone e inoltre i simboli dei quattro Evangelisti: l’aquila, il bue, l’angelo e il leone.

Poco resta invece degli affreschi della fine del Duecento che decoravano l’abside: la parte che si è conservata rappresenta il Giudizio Universale con i dodici apostoli che rappresentano, insieme al Cristo, il Collegio giudicante.

 

SANTO STEFANO MARTIRE A CUGNOLI

La chiesa può essere visitata addentrandosi nel centro storico di Cugnoli, dove ancora si possono vedere edifici del Quattrocento e del Cinquecento. Risalente al XIII secolo, presenta anche sulla facciata intonacata, un portale ed una finestra, entrambi con uno stemma al centro, che sono stati aggiunti alla fine del cinquecento.

Sulla sinistra è murata una lastra di pietra decorata da un bassorilievo che raffigura il toro alato, simbolo dell’evangelista Luca, risalente probabilmente al XII secolo. L’interno svela al visitatore il suo volto barocco, con decorazioni a stucco abbastanza modeste opere dell’architetto e stuccatore lombardo Giovan Battista Gianni, che fu molto attivo in Abruzzo. La chiesa risulterebbe in sostanza abbastanza anonima se non vi fosse conservato uno dei pezzi più pregevoli della scultura abruzzese nel periodo romanico: un ambone del 1166 considerato l’ultima delle opere dello scultore Nicodemo, del quale sono forse più noti i capolavori creati per Santa Maria in Valle Porclaneta presso Rosciolo, nel 1150, e per Santa Maria del Lago a Moscufo, nel 1159. Questa meraviglia dell’arte medievale è uno dei tipici elementi d’arredo delle chiese di quel periodo, e appare del tutto estraneo alla chiesa dove si trova oggi. Infatti giunse nel 1528, allorché fu smontato e rimosso dalla scomparsa chiesa di San Pietro, dove era nato; del resto non poteva appartenere a questa chiesa, che fu costruita un secolo più tardi dell’ambone. Osservando l’ambone si scopre un’iscrizione sulla lastra del davanzale che è rivolta verso l’altare; essa svela che l’opera fu fatta realizzare dall’abate Rainaldo, lo stesso che commissionò l’ambone di Moscufo. Il fatto che sia stata prodotta da Nicodemo viene determinato dagli storici dell’arte grazie alla somiglianza di stile con gli altri amboni di sua produzione. Questo di Cugnoli illustra la fase matura del suo percorso artistico, iniziato a Rosciolo sedici anni prima nella collaborazione con Maestro Roberto. Prima ancora quest’ultimo era stato l’autore, lavorando con padre Ruggiero, del ciborio di San Clemente Vomano. Questo ambone svela differenze con quelli delle altre due chiese, che si spiegano con i sette anni trascorsi tra le due opere. Nicodemo cresce artisticamente e matura le sue certezze, cambiando qualcosa nelle simbologie, per tornare alla semplicità della prima opera di Santa Maria in Valle. Restano sempre presenti i temi classici come i riquadri sovrapposti dove sono raffigurate le imprese di David, che affronta ora un leone ora un orso, gli intrecci di rami e fronde nei quali sono intrappolati uomini e animali fantastici. Ma compaiono anche temi geometrici come temi a rombi e triangoli. Curiosa la presenza di due “lettorini”, ossia i supporti dei leggii usati per poggiare i testi sacri da leggere. Vi si sovrappongono a due a due i simboli degli Evangelisti: nel lettorino interno si vedono l’angelo di San Matteo che regge il leggio sulla testa, e sotto di lui il leone di San Marco. Nell’altro, sopra al toro di San Luca, doveva esserci l’aquila di San Giovanni che reggeva il leggio. Ma ci sono numerose sculture di grande pregio, come quella di legno dipinto che raffigura l’Annunciazione e un piccolo Crocifisso anch’esso in legno, e una Madonna col Bambino, in terracotta. In chiesa ci sono anche alcune belle pitture come la bella Madonna col Bambino. Le altre due tele mostrano una Madonna Addolorata tra i Santi Paolo e Stefano, e una Madonna col Bambino tra i Santi Pietro ed Andrea.

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